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IL
CAMPIONE E IL RAGAZZINO
Quando
un campione di scacchi cura una rubrica su qualche rivista,
capita che riceva lettere con richieste
di consigli di ogni genere. Nell'agosto 1972 il grande Giorgio
Porreca ne ricevette una assai singolare da un tredicenne di
Casalpusterlengo che diceva:
Signor
Giorgio Porreca;
Sono
un ragazzo di 13 anni, appassionato al gioco degli scacchi. Mi
sono veramente addolorato quando ho letto a che punto siamo con
il gioco degli scacchi in Italia. Avendo lei molta esperienza,
le mando allegato a questa lettera alcune partite scritte da me
per sapere la mia esperienza nel gioco. Avrei un dubbio su una
regola del gioco, non so se i pezzi possono sorpassare le pedine
o no. Le sarei grato se mi spedisse la vera regola di tutti i
pezzi e come si possono veramente muovere, solo così potrò
chiarire il mio dubbio. Inoltre se qualche volta passerà da
Casalpusterlengo si ricordi di me e mi venga a trovare, con fede
l'aspetto. Il mio indirizzo è (....)
Grazie
di tutto, Fulvio
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Caro
Fulvio, se tutti i ragazzi italiani avranno una piccola parte
della passione che possiedi tu, stai pur certo che la situazione
scacchistica del nostro Paese migliorerà rapidamente. Devo
purtroppo dirti che la partita che
mi hai inviato non è esatta, perché il tuo dubbio è una
realtà. I Cavalli, sì, possono sorpassare i pedoni, ma gli
altri pezzi no; perciò alla terza mossa non puoi prendere il
Cavallo nero con la Regina bianca. C'è anche un altro
importante particolare: muovendo il Cavallo alla quinta mossa,
il Bianco commette una irregolarità, perché lascia sotto
scacco il proprio Re. Chissà che dopo questa lettera,
qualche scacchista di passaggio non si fermi a Casalpusterlengo
per giocare una partita con te. Sii certo, comunque, che appena
mi capiterà di passare dalle tue parti, non mancherò di farti
una visita. Non temere che possa dimenticarmene; conservo
infatti la tua lettera nel mio libro a mo' di segnapagine,
"con fede" GIORGIO PORRECA 
NON
sappiamo se la cosa ebbe un seguito, certo fa simpatia un
ragazzo di 13 anni che, pur con le idee "leggermente"
confuse in fatto di regole di gioco, si dichiara
"appassionato degli scacchi" fino al punto di prendere
carta e penna per scrivere al campione. E suscita ammirazione un
grande campione come Porreca (nel 1972 erano 5 anni consecutivi
che vinceva il campionato italiano assoluto) che si
sente in dovere non solo di rispondere alle domande così
ingenue di un giovanissimo, ma persino di promettergli di
passare a trovarlo ! Ci piacerebbe sapere se vi siano
stati sviluppi in tal senso, ma una cosa certa la sappiamo: il
giovane di Casalpusterlengo ruppe presto l'isolamento scacchistico nel quale
si trovava, semplicemente iscrivendosi all' ASIGC quattro mesi dopo la risposta di Porreca;
o dopo una sua visita ? chissà ! . |