CuriositÓ

La strana proposta

Il 1░ gennaio del 1968 inizi˛ la 1¬ Coppa del Mondo ICCF. Al via 1921 giocatori di 42 paesi, suddivisi in 195 gruppi eliminatori composti da 9 e 11 partecipanti ciascuno. Giorgio Porreca venne inserito nel gruppo 69, ed il primo avversario che gli scrisse fu il tedesco Lorenz: "Egregio Signor Porreca, tocca a me iniziare il gioco, e lascio a lei la scelta delle prime tre mosse. Mi spiego meglio: dichiaro che giocher˛ le mosse 1.Cf3  2.e4  3.Cc3  a prescindere dalle mosse che giocherÓ Lei, La prego, pertanto, di inviarmi le sue tre mosse con il nero."  Sconcertato, Giorgio Porreca rispose senza iniziare il gioco, pregando a sua volta l' eccentrico avversario di inviargli soltanto la prima mossa. Ma il tedesco non volle sentir ragioni, e rispose insistendo nella propria richiesta. A questo punto Porreca rispose cercando di far comprendere all'avversario l'assurditÓ della proposta:

 

Egregio Signor Lorenz; 

La invito nuovamente a riflettere circa la sua proposta, troppo vantaggiosa per il sottoscritto. Se  accettassi le mosse da lei dichiarate, a puro titolo di ipotesi, le prospetto un possibile seguito: 1.Cf3, g5 2.e4, g4 3.Cc3 gxf3  Come pu˛ vedere ci˛ permetterebbe al nero di iniziare la partita con un pezzo di vantaggio.

 

Egregio Signor Porreca;

 Non si preoccupi, la sequenza da Lei prospettata la conosco bene, trattasi di una successione di mosse che effettivamente Ŕ giÓ stata giocata, pertanto accetto la variante e rispondo senza esitazioni: 4.Ac4  La ringrazio...

ChissÓ se il tedesco sapeva di essere di fronte al Campione Italiano in carica ?

A questo punto al buon Giorgio non rimase che applicare il detto: "a Caval donato non si guarda in bocca", e molto solidamente gioc˛ 4..., e6 

Avrebbe voluto giocare Cf6, ma era sicuro che l'avversario avrebbe sacrificato l'Alfiere in f7, per cui preferý evitare ogni complicazione inutile, un pezzo di vantaggio era pi¨ che sufficiente per garantirgli la vittoria finale.

E Giorgio Porreca vinse per Scacco Matto alla 19¬ mossa.

Certo che, anche a distanza di anni, uno continua a domandarsi che cosa passasse per la mente del giocatore tedesco. Forse aveva giÓ giocato la stessa apertura contro un avversario che era caduto nella trappola di prendere in g2 ?  In effetti l'ingordigia (e la scarsa riflessione, per la veritÓ) avrebbe potuto portare a questo seguito: 4..., fxg2 5.Axf7+, Rxf7 6.Dh5+, Rg7 7.Tg1  Con il risultato che potete vedere dal diagramma, il nero Ŕ praticamente spacciato.

Da giocarsi in parrocchia per˛, non certamente per corrispondenza e contro Giorgio Porreca !

Come eravamo 

www.asigc.it 

by Maurizio Sampieri