Curiosità

Accadeva nel 1969

Avete presente "Provateci contro un Grande Maestro" ?  La rubrica è iniziata su Telescacco, poi è stata proposta anche nel nostro sito, con un discreto successo. Vi immaginate la stessa rubrica trasmessa dalla RAI ?  Ebbene, quello che da noi è pura fantascienza, in altri paesi è "storia".  Accadde nel 1969, il programma televisivo era condotto da Horst Rittner, all'epoca GM ICCF (Sei anni dopo, nel 1975, sarebbe diventato Campione del Mondo per corrispondenza)

Interessante iniziativa della Televisione della Repubblica Democratica Tedesca.

Da circa quattro mesi il grande maestro internazionale Paul Keres gioca una partita per corrispondenza contro gli spettatori della "Deutsche Fernsehhfunk". Settimanalmente viene eseguita una mossa. Il grande maestro per corrispondenza Horst Rittner è il rappresentante degli avversari del grande maestro sovietico.  Egli dirige la sezione scacchistica del circolo BSG DAW di Berlino, il quale esamina le proposte di mosse inviate dagli spettatori televisivi e ne sceglie la migliore.  Nel programma "Sportreporter", che viene trasmesso al martedì sul secondo canale e al mercoledì sul primo, Rittner presenta e commenta ogni volta il tratto del bianco e del nero. Tutti i mercoledì i telespettatori inviano le loro proposte per la prossima mossa.  Le migliori sono settimanalmente premiate con libri scacchistici.  Lo scambio delle mosse tra Keres e Rittner avviene telegraficamente.  Alla fine, la partita verrà inviata, per la pubblicazione, alle riviste di scacchi.  Per invogliare i giocatori a partecipare alla manifestazione, la televisione suddetta ha curato una trasmissione introduttiva di cui diamo qui un breve cenno.

Potete voi proporre qualcosa contro la difficile "variante del dragone" ?  Certamente qualcuno di voi può farlo, poiché tale variante è attualmente di moda, almeno per gli esperti. Ebbene, proprio questa difficile variante è stata scelta da Keres nella sua partita per corrispondenza. I vantaggi del gioco degli scacchi sono ben conosciuti. Esso sviluppa la logica del ragionamento, rinforza il potere di concentrazione, ed ha un'eccellente azione equilibratrice sulle attività fisiche e mentali.

Ci sono non pochi giocatori per corrispondenza che considerano tale sistema come quello ideale.  Si gioca per corrispondenza senza il ticchettìo d'un orologio che agisce negativamente sulla psiche col suo "Zeitnot". Ci si rinchiude nella propria tranquilla cameretta, lontano dagli sguardi degli spettatori. Inoltre, e ciò non è meno importante, i non fumatori hanno il vantaggio di non trovarsi di fronte ad una penosa nuvola di fumo dell'avversario.  Con la possibilità di profonde analisi senza alcun ostacolo, si ottengono lodevoli risultati: le partite per corrispondenza sono indubbiamente superiori d'un buon gradino a quelle giocate dagli stessi avversari allorché si trovano in lotta di fronte alla scacchiera. Questa opinione è di almeno trecento anni or sono. Infatti così lontano nel tempo si riporta la storia dello scacchismo per corrispondenza.  E' storicamente provato che nel 1650 mercanti veneziani e slavi giocavano, alla distanza di centinaia di miglia, partite di scacchi. Le cronache dell'anno 1706 parlano già d'un incontro fra Londra e Parigi. E questo non rappresentava un'eccezione.  Il problema principale allora era quello della trasmissione delle mosse, il che, per mezzo di velieri, di diligenze o di postiglioni a cavallo, impiegava spesso mesi. Sicché partite che duravano per anni non erano una rarità.

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Come eravamo 

www.asigc.it 

by Maurizio Sampieri